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 Chi Siamo: |
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L’Eau Vive di Roma: un’anellitto
della catena di Ristoranti L’Eau Vive nel mondo.
Era l’8 dicembre del 1969, quando a Roma nasceva il
ristorante l’Eau Vive in pieno centro, nel Palazzo Lante, a due passi dal
Caffè Sant’ Eustacchio e dalla Camera dei Deputati Montecitorio, tra il Pantheon e la Piazza Navona. Oggi, la sua catena di ristoranti è presente stabilmente in tutti i cinque continenti.
L’originalità dell’Eau Vive è tutta nel nome e nelle finalità. L’Eau Vive è ben altro che un semplice ristorante; è la maschera di un progetto ben più ampio e appassionante.
Le radici di questo ristorante particolare affondano nel IV capitolo del Vangelo di San Giovanni quando conversando con una donna Samaritana che attingeva dell’acqua, al pozzo di Giacobbe, Gesù rivela il mistero dell’Acqua Viva, il Dono di Dio.
“Lei, una donna samaritana, appartenente a una razza eretica, e quindi maledetta ai suoi tempi, va ad attingere acqua; e l'unica sorgente era quel pozzo posto nell'aperta campagna. La possiamo tranquillamente immaginare, tutta presa dai suoi pensieri, forse dalle sue preoccupazioni; o forse addirittura a percorrere, nauseata, le vie della sua vita di donna che si doveva vendere al piacere dell'uomo. Una donna che forse avrebbe voluto un'altra vita e si trovava tra le mani quella vita, che aveva il sapore dell'acqua amara delle cisterne screpolate.
Lui, Gesù, stanco del viaggio attraversa la Samarìa, ha sete. Si ferma vicino al pozzo anche lui, la sorgente di acqua viva.
Non bada a differenze sociali, a divisioni etniche o altro: fa finta di non accorgersi di trovarsi di fronte a una donna e per di più samaritana e peccatrice pubblica. Era una donna bisognosa d'acqua e basta. Incredibilmente la donna mostra astio, arroganza, quasi dimenticando la sua naturale tenerezza di donna che, di fronte al bisogno dell'uomo, si fa madre. Era l'amarezza che occupava il primo posto.
Gesù, a questo punto si fa Messia: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice "dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva" (Gv 4,1-25).
La donna, quasi a schermirsi: "Non hai neppure un mezzo per attingere acqua, da dove prendi quest'acqua viva?"
E' facile immaginare, a questo punto, come lo sguardo di Gesù entri profondamente in quello della donna, come un fascio di luce, quella vera, quella che si fa strada tra le pieghe malate dell'anima e sfoglia a una a una le pagine di una storia tutta sbagliata, mettendole sotto gli occhi il profondo male; pagine che cadono a una a una come dannose squame che impediscono la vista. La Samaritana è una donna che si lascia come processare da un cuore che non ha astio, ne voglia di condanne, ma solo il desiderio di salvare. A un certo momento in quella donna deve essere spirata aria di risurrezione, di vita nuova, di gioia infinita, come avviene sempre quando Dio riesce a mettere piede nel cuore dell'uomo che si lascia convertire a lui. Sentì in lei quella sorgente di acqua viva che ti disseta per sempre; nello stesso tempo era una sorgente che zampillava per la vita eterna. Tanto Egli si fa trovare, se lo vogliamo; basta uscire "dalle nostre abitudini", "sedersi vicino al pozzo della sua parola e della preghiera" e poi... lasciare che lui ci ami. Senza alcuna paura di essere sanati. E' la sola sete che dovremmo avere tutti.”
(Mons. Antonio Riboldi, 1999).
L’Eau Vive è gestita interamente dalle Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata, delle laiche consacrate a Cristo, delle “Carmelitane” originari da tutte le parti del mondo. Insieme, vogliono testimoniare come è possibile vivere, nell’amore di Gesù e di Maria, quel amore che trasforma la vita intera, unite tra razze diverse.
Un attenzione particolare merita la consueta abitudine della preghiera serale dell’Ave Maria a cui sono invitati a partecipare tutti gli ospiti. “E’ un modo semplice, spiega una delle sorelle missionarie, per riporre nelle mani della Madonna la nostra giornata di lavoro con le sue vicissitudini. Tantissimi clienti, prima della preghiera dell’Ave Maria, ci confidano le loro intenzioni e vogliono sentirle annunciate perché tutti i clienti presenti preghino e partecipino alle loro sofferenze o alle loro gioie!”
l’Eau Vive è in continua espansione nel mondo. Quello di Roma ha una nutrita clientela di habitués
e di turisti alla quale serve prelibati specialità francesi
ed internazionali. “Molti clienti - riferisce una delle
missionarie – entrano nel ristorante ignari di tutto. Ma
tutti ne escono consapevolmente felici di aver contribuito
ad un’opera di bene. Infatti, fa sempre piacere pensare che
con un pranzo buono e rilassante, si contribuisce alla
formazione e alla promozione umana, sociale e culturale dei
bambini, dei ragazzi e delle famiglie più bisognosi nei
Paesi di Missione.”
Il
Locale:
L’Eau Vive occupa una parte del piano terra e del primo piano del Palazzo Lante, costruito nel 1513 da Papa Leone X Medici con architetto dei lavori Jacopo Tatti detto il Sansovino (1486 - +1570). Si affaccia sulla
Piazza dei Caprettari. Il Palazzo fu acquistato nel 1558 da Ludovico Lante e restaurato una prima volta nel seicento da Onorio Longhi (1568 - + 1619), successivamente nel settecento da Carlo Murena. Attuali proprietari del Palazzo la Famiglia Aldobrandini.
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Si accede al locale da una
piccola porta con mensole simile al portale ma
di dimensioni minori, incorniciata in
travertino, che riporta la rosa orsiniana.
All’ingresso, una statua della Vergine dei
Poveri, unendo le sue mani in un gesto che
sa di accoglienza e materna sollecitudine,
“riceve” i clienti di tutte le nazioni e di
tutte le Confessioni religiose e presiede al
Salone degli
“Archi”.
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E Maria che presiede nel
suggestivo
Salone degli “Archi”,
aperto a pranzo e a cena per studenti,
pellegrini, turisti, impiegati, senatori e
famiglie. |

(max. 100 persone) |
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Per una scala interna a
chiocciola si accede al piano nobile. |
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Le sale aperte solamente all’ora di cena sono decorate con affreschi di Giovanni Francesco Romanelli (1610 - + 1662), con scene mitologiche e vengono spesso prenotate da studiosi, prelati, politici per i loro pranzi di lavori o per commemorare un avvenimento familiare. In queste sale si organizzano anche regolarmente banchetti di matrimonio, di prima comunione, di cresima.
Di grande valore sono il cornicione e le decorazioni a stucco, con i simboli Lante quali l’aquila.
Foto:
Dal libro degli ospiti:
“Una serata indimenticabile, in un ambiente unico, con
una cucina squisita, e l’emozione di una grande
spiritualità”.
“Sono felicemente sorpreso di aver conosciuto “l’Eau Vive” e
la vostra spiritualità. Molti brani del Vangelo ci parlano
di Gesù che testimonia, evangelizza, converte proprio
durante i pranzi e le cene, fino al culmine della cena
eucaristica. E’ stata per me una piacevole serata che ha
coinvolto la mia dimensione fisica e quella spirituale.
Parlerò ai miei amici della vostra presenza a Roma perché
anche loro possano gustare il piacere di una serata “nuova”.
Tornerò ancora a trovarvi.”
“Alle Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata il mio
cordiale grazie per l’ottima accoglienza e cucina. Grazie
per la testimonianza che rendete al mondo di oggi, attuando
in pieno quello che spesso ripeteva il Santo Padre Paolo VI
che l’uomo contemporaneo ha bisogno più di testimoni che di
maestri! E voi, sorelle care, siete le più autentiche
testimoni del Vangelo di Cristo”.
“Una sorpresa, un’ottima cena, buona musica e poi una lunga,
amichevole, conversazione.
Fede, vocazione, potere della preghiera…
Davvero una sorpresa per noi cristiani scristianizzati!”
“Merci à vous toutes qui au cours d’un très agréable repas
nous avez rappelé que l’âme aussi pouvait, devait être
nourrie… Rome, ville de fontaines, mais la plus belle d’entre
elles est sans doute celle qui s’écoule ici, à l’Eau Vive ».
« Pour une découverte ce fut une réussite tant au plan de la
gastronomie que celui, et c’est l’essentiel, de votre esprit
de convivialité et de gentillesse ».
« E’ commovente e straordinario la nobiltà delle vostre
movenze e dei vostri meravigliosi volti. L’amore e il
rispetto per gli altri esiste ancora”.
“E’ incredibile per un Italiano che ha sempre vissuto a
Roma, scoprire un’oasi come l’Eau Vive.
Impossibile non tornare, in questa splendida atmosfera.
Grazie di averci insegnato una cosa nuova così’ bella e
grazie di aver fatto di una professione banale una così cosi
interessante”.
“Un ambiente accogliente nel quale spirito e corpo
s’incontrano armonicamente, con grazia e finezza. E’ la
dimostrazione di quanto sia possibile che l’incarnazione
porti all’equilibrio tra cielo e terra”.
“Un ottima cena, la compagnia degli amici, risa e racconti
in un ambiente accogliente… Grazie per averci mostrato come
la testimonianza si può dare anche servendo ai tavoli di un
ristorante!”
Informazioni pratiche:
- Cucina francese con specialità internazionali
settimanali
- Lingue parlate: francese, inglese, italiano,
portoghese, spagnolo
- Carte di credito: tutte
- Prezzo medio: € 30 / € 40 – escluse le bevande
- Prenotazione consigliata
- Parcheggio: no
- Aria condizionata – Musica classica
- Accesso per disabili
- Apertura – chiusura – orari:
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PRANZO: |
CENA: |
| L |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| M |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| M |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| G |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| V |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| S |
12:30 - 14:30 |
19:00 - 22:30 |
| D |
Chiuso |
Chiuso |
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Apertura
eccezionale: |
Domenica di Pasqua
25 Dicembre
1 Gennaio
(La domenica esclusivamente su prenotazione
per gruppi superiore ai 60 clienti.)
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Chiusura
eccezionale: |
Giovedì Santo
Venerdì Santo
Sabato Santo |
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Chiusura annuale: |
Agosto |
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